Il regista americano premiato martedì 21 aprile al Teatro Galli
Il premio
C’è una frase di Wes Anderson su Amarcord, nel film intervista di Francesco Zippel Fantastic Mr. Fellini, che può diventare la chiave d’accesso a questo riconoscimento: “Amarcord è uno di quei film che più li studi con attenzione e meno li comprendi”. Non è una resa, ma una dichiarazione poetica. Significa che il cinema di Federico Fellini — e, per affinità profonda, anche quello di Anderson — non si lascia esaurire dall’analisi o chiudere in un’interpretazione definitiva. È un cinema, il loro, che cresce nello sguardo di chi lo osserva, che vive di stratificazioni, di memoria, di sogno. Il conferimento del Premio Fellini a Wes Anderson non è solo un omaggio, ma il riconoscimento di una parentela artistica. Due cineasti lontani nel tempo e nello spazio, ma uniti da una stessa idea di cinema: un’arte che non si lascia possedere del tutto, che invita a perdersi per poter vedere davvero, che, appunto, più la studi e meno la comprendi.
