I vinili delle colonne sonore
Dal 20 gennaio, al Palazzo del Fulgor, in mostra i vinili delle colonne sonore dei film del regista. In esposizione trenta dischi originali – 33 e 45 giri – provenienti dalla collezione privata dello storico Davide Bagnaresi, con rare edizioni internazionali che documentano la diffusione mondiale del cinema felliniano: da La Strada a La dolce vita, da 8½ fino a stampe di particolare interesse come quella americana de I clowns. Al centro del percorso il dialogo creativo con Nino Rota e, nella fase più tarda, con Nicola Piovani, insieme alla straordinaria qualità grafica delle copertine, le cui soluzioni visive riflettono la visionarietà del cinema felliniano.
Tra i materiali esposti, la mostra presenta anche due rari 78 giri contenenti le canzoncine I cinque Baeki’s e La cavalcata dei cinque, entrambe scritte da Odoardo Spadaro. Secondo i cataloghi Cetra — etichetta discografica dell’EIAR — le incisioni sono successive all’aprile 1939. Nei crediti riportati sulle copertine dei dischi e nei cataloghi compare il cognome Fellini, aprendo un interrogativo che resta tuttora irrisolto. Non esiste infatti una prova definitiva che il “Fellini” indicato sia Federico, che inizierà a collaborare con l’EIAR solo nei primi mesi del 1940. Tuttavia, il motivo de I cinque Baeki’s riaffiora, con testo parzialmente rielaborato, nella celebre sequenza dei tre becchini al teatro della Barafonda in Roma, suggerendo una possibile continuità creativa. Il quadro si complica se si considera che quel “Fellini” potrebbe essere Riccardo, fratello minore di Federico, che nei primi mesi del soggiorno romano lo raggiungeva spesso e che, stando ai ricordi di alcuni parenti, potrebbe essersi trasferito con lui e la madre nel marzo del 1939. Riccardo, appassionato di canto, ambiva proprio allora a una carriera tenorile. In una fase di ruoli e traiettorie familiari ancora fluide, l’identità del Fellini coinvolto nelle due incisioni rimane sospesa, lasciando il mistero aperto.