Sfere che si aprono come fiori o come sogni.
Le ceramiche di Carlo Zauli hanno qualcosa di ipnotico: forme morbide, superfici che sembrano vive, modellate come corpi in trasformazione.
Le ceramiche di Carlo Zauli hanno qualcosa di ipnotico: forme morbide, superfici che sembrano vive, modellate come corpi in trasformazione.
Dal 18 giugno al 23 agosto il Palazzo del Fulgor, sede del Fellini Museum, ospita:
“Carlo Zauli. Sensualità della forma”, mostra a cura di Matteo Zauli. L’esposizione presenta sculture, litografie e acqueforti provenienti dal Museo Carlo Zauli di Faenza.
Il dialogo tra Zauli e Fellini affonda le radici in un’affinità umana e poetica: entrambi romagnoli, entrambi legati a una dimensione immaginativa della realtà, condividono una visione in cui la forma è attraversata da tensioni vitali, emotive e sensuali. Le opere di Zauli risuonano così con l’universo visionario del regista di 8½: un mondo di metamorfosi, desiderio e immagini sospese tra sogno e materia.